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Chi siamo

L’associazione di Solidarietà con il Popolo Saharawi di S. Miniato è un’associazione iscritta – dal 2000 – al registro regionale del Volontariato.

 

La sua sede legale è a Cigoli, Piazzale Ludovico  Cardi, 4.

 

L’associazione si è costituita come Comitato nel 1992 ed è  divenuta poi associazione di volontariato nel 1996.

 

La finalità  fondamentale dell’associazione è quella di sostenere il popolo saharawi, o meglio  quella parte di popolazione che è  fuggita dal Sahara Occidentale nel 1975 e si è rifugiata in Algeria  dove tuttora vive in  campi profughi.

Il tipo di sostegno offerto  si muove su più filoni:

 

  • sostegno politico alla causa del popolo saharawi, che attende da oltre un decennio la realizzazione di un referendum di autodeterminazione che permetta a questo popolo di decidere del proprio destino e di scegliere tra l’indipendenza o una qualsiasi forma di annessione al Marocco, attuale occupante dell’ex Sahara spagnolo.

Tale sostegno si traduce in forme di sensibilizzazione della cittadinanza,  e delle istituzioni di ogni livello, affinché si interessino a questo popolo di cui si conosce poco la storia,  e perché  facciano  pressione presso le autorità internazionali e gli organismi competenti per la realizzazione del referendum e per la ricerca di una   soluzione a  questo pluridecennale conflitto con il Marocco.

  • Sostegno umanitario al popolo saharawi al fine di consentirgli la sopravvivenza nei campi profughi del  deserto del Sahara. Il territorio dove vive questo popolo è assolutamente inospitale e non gli consente l’autosufficienza, nonostante  gli sforzi enormi dei saharawi per coltivare   il terreno sabbioso ed arido.

Attraverso la cooperazione decentrata e  l’invio di aiuti umanitari  si cerca di garantire la sussistenza  alimentare, la maggiore salubrità possibile, un livello di  istruzione minima per  tutti (corrispondente alla nostra scuola dell’obbligo), la formazione professionale.

  • Sostegno alla capacità di autogovernarsi, ovvero, nella prospettiva di un rientro nella propria terra questo popolo dovrà essere in  grado di auto governarsi e di auto sostenersi. Ma deve essere valutata anche la prospettiva di una permanenza ancora lunga in Algeria che non può mantenere il carattere dell’emergenza o della temporaneità.  Molti progetti puntano infatti  a formare le professionalità indispensabili per amministrare un territorio e una popolazione che non vivrà più in campi  per  rifugiati o che non può più considerare  i campi profughi  come una sistemazione transitoria  ( sono lì da 30 anni!). Si lavora oramai nella prospettiva  della stabilizzazione, puntando alla costruzione di maggiori infrastrutture ed edifici in muratura ( al posto degli accampamenti fatti quasi esclusivamente di tende) che stanno cambiando faccia alla nostra cooperazione.

La nostra associazione non gestisce autonomamente alcun progetto, tranne quello dell’accoglienza in Italia dei bambini. Operiamo però in collaborazione con altre associazioni e con varie istituzioni per sostenere progetti umanitari e di cooperazione verso i saharawi. In particolare la nostra associazione:

  • è partners di molti progetti realizzati dalla Istituzione Centro Nord Sud di Pisa;
  • partecipa al Tavolo provinciale della Provincia di Pisa per il popolo saharawi e al Tavolo regionale per il popolo Saharawi istituito dalla Regione Toscana;
  • è associata anche dell’Associazione Nazionale di Solidarietà con il Popolo saharawi che raccoglie tutte le associazioni e gli enti locali che condividono,  le medesime finalità.

 

L’accoglienza estiva dei bambini saharawi.

 

L’associazione di Solidarietà con il Popolo saharawi di S. Miniato ha iniziato l’accoglienza dei bambini nell’estate del 1992, all’inizio come Comitato e dal 1996 come associazione di volontariato.

In sintesi l’attività consiste nell’organizzazione di una serie di iniziative per accogliere per 2 mesi (luglio e agosto periodo estremamente difficile per le condizioni di vita nel deserto) un gruppo di almeno 10 bambini saharawi con un proprio accompagnatore maggiorenne. Pertanto nel programma vengono previste:

  • Attività ordinarie (erogazione pasti, igiene personale, visite mediche, ecc.)
  • Uscite sul territorio (feste, iniziative varie);
  • Attività ricreative: piscina, partecipazione ai centri estivi, uscite al mare, ecc.
  • Incontri con le istituzioni (nei vari consigli comunali per promuove azioni di sostegno a tutti i livelli alla loro causa).

 

Nell’anno 2009 l’associazione ha deciso di avviare una revisione complessiva della propria attività, partendo dallo stretto raccordo e affiatamento ormai esistente tra i Comuni di San Miniato, Fucecchio e Castelfiorentino. L’aver lavorato insieme per anni e l’aver condiviso le  modalità di gestione del progetto, con frequenti incontri e scambi anche durante l’anno, ci ha consentito di rilanciare e rinnovare l’associazione.

 

Il rinnovamento si è caratterizzato con due tipologie di azioni:

1)     Formale: mediante l’allargamento a volontari e rappresentanti dei Comuni di Fucecchio e Castelfiorentino. L’associazione per dare una dimensione intercomunale ha preso come denominazione “Hurria” (libertà) ed ha rinnovato il Consiglio Direttivo;

2)     Sostanziale: mediante nuove scelte programmatiche:

a)    Promozione di un coordinamento politico fra tutti i Comuni della zona, per rilanciare un’azione politica a favore di questa popolazione e per coordinare i vari interventi e l’accoglienza estiva;

b)    Stesura di una programmazione unitaria dell’accoglienza da realizzare nei vari territori comunali;

c)     Sviluppare nuove azioni di intervento;

d)    Promuovere il coinvolgimento dei giovani sui temi dei diritti negati, della solidarietà e della lotta al razzismo.

 

Il nuovo progetto si è concretizzato nell’anno 2010 con la modifica allo Statuto, il rinnovo delle cariche, la programmazione dell’accoglienza in forma unificata e l’avvio di nuove azioni. A partire dal mese di settembre l’attenzione dell’associazione si è concentrata sulla necessità di coinvolgere i ragazzi delle scuole. Prendendo spunto da esperienze fatte da altre realtà toscane, abbiamo deciso di condividere con alcuni insegnanti delle scuole superiori un percorso didattico che vede il coinvolgimento diretto dei giovani. Noi riteniamo che questa nuova attività sia uno dei punti qualificanti della nostra azione; dobbiamo trovare le forme più opportune per avviare un confronto con le nuove generazioni sui temi dei diritti, della solidarietà e dell’accoglienza. Solo con un coinvolgimento diretto è possibile stabilire un rapporto fra gli obiettivi della nostra associazione e i ragazzi della nostra zona. Noi crediamo che i giovani debbano entrare in contatto con  i temi che stiamo trattando, affinché possano toccare con mano una realtà lontana ma che riguarda tutti e che chiede a tutte le coscienze di esprimersi e confrontarsi.

 

News da Libera Saharawi!

Libera i Sahrawi!
Campagna per la liberazione di tutti i prigionieri politici sahrawi detenuti nelle carceri del Marocco e del Sahara Occidentale occupato, in occasione dello sciopero della fame iniziato il 31 ottobre 2011 dai sahrawi detenuti a seguito dello smantellamento del “Accampamento della dignità” a Gdeim Izik (8 novembre 2010). Contro la repressione e la violazione dei diritti umani fondamentali nei territori occupati dal Marocco e per l’autodeterminazione del Sahara Occidentale.
  • Repressione contro i familiari dei detenuti di Gdeim Izik

    I familiari dei 23 prigionieri politici, detenuti nel carcere di Salé (Rabat) a seguito dei fatti di Gdeim Izik, hanno isscenato, insieme ad altri sahrawi, una manifestazione a El Aiun occupata, nella centrale via Smara, nel momento in cui, il 23 febbraio 2012, i loro congiunti stavano facendo uno sciopero...

  • Dichiarazione di fine sciopero della fame

    In seguito alla loro partecipazione all’accampamento di Gdeim Izik, i 23 detenuti politici sahrawi hanno messo fine allo sciopero della fame che durava dal 31 ottobre 2011 e che è durato per 38 giorni, durante i quali hanno sofferto ogni conseguenza di tale sciopero.

    Dopo il dialogo avuto con i prigionieri,...

  • Il 10 dicembre: una giornata per i sahrawi

    Il 10 dicembre è la giornata internazionale dei diritti umani, in occasione dell’adozione nel 1948 della “Dichiarazione universale dei diritti umani” da parte dell’Assemblea generale dell’Onu. Questa giornata non deve restare solo un ricordo ma deve essere un invito all’azione.

     

    Vogliamo ricordare i diritti violati di un popolo troppo spesso dimenticato:...

  • Ultima ora: sospeso lo sciopero della fame

    Dichiarazione di cessazione dello sciopero della fame

    Dopo la visita di “Mohamed Sabbar”, segretario generale del Consiglio  nazionale dei diritti umani, di “Abd Salem Zaria” membro del Consiglio, e di “Baddou” direttore della Amministrazione pubblica centrale delle carceri, e dopo l’apertura di un dialogo con i progionieri politici sahrawi,...



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